Un’ esercitazione militare eccezionale si svolse ad Ariano e nei paesi confinanti dal 19 luglio al 26 agosto 1928 e vi presero parte tutte le batterie del 14° Reggimento Artiglieria da campagna e la sezione Cannoni d’accampamento da 65/17 per Fanteria, nelle formazioni prescritte dalle tabelle graduali e numeriche per il tempo di pace, ad eccezione delle batterie ippotrainate, che intervennero con due sole vetture-cassoni.
La fase preliminare durò dal 19 al 24 luglio, i tiri preparatori furono effettuati dal 25 luglio al 4 agosto, i tiri tattici dal 5 al 20 agosto e le esercitazioni d’insieme con la Fanteria dal 21 al 26 agosto.
La zona per l’occasione prescelta ( carta d’Italia in scala 1:100.000 , n.174) si trova a Nord ed a Nord-est della strada Montecalvo- Ariano- Zungoli ed è sommariamente compresa in un quadrilatero delimitato dalla suddetta strada, da una linea ideale che unisce Zungoli a Monteleone di Puglia, dalla strada Monteleone di Puglia- Savignano di Puglia –Castelfranco in Miscano – Ginestra degli Schiavoni ed infine da una linea ideale che unisce Ginestra degli Schiavoni con il Monte Cesino, passando per l’imbocco ovest della galleria della Cristina.Il terreno è situato sullo spartiacque appenninico ed è costituito da una breve catena di contrafforti ,che digradano verso il Miscano, a nord, e verso il Cervaro, ad est
L’orografia varia dagli oltre 800 metri di Ariano ai 350 del fondovalle Miscano, con l’altitudine massima del monte La Macchia (942 metri ).
Per evitare di sparare al di sopra della linea ferroviaria, la zone di esercitazione fu suddivisa in due sottozone (orientale ed occidentale) dalla strada Ariano –Savignano.
La regione era sufficientemente ricca di strade, che si dipartivano a ventaglio da Ariano, ma esse correvano lungo le creste e quindi fu necessario allontanarsene ed utilizzare sentieri e mulattiere per ottenere la desiderata varietà di tiro.
Il migliore sfruttamento possibile del poligono e lo studio dei tiri imposero la suddivisione in quattro zone :
Zona A – Montecalvo- Ginestra- Castelfranco- S.Eleuterio- imbocco Est della galleria della Starza-
Tre Monti.
Zona B – Linea ferroviaria, strada Ariano- Savignano, Castelfranco
Zona C – Fondovalle Cervaro, strada Savignano, Il Piano, Monte Pedicino.
Zona D – Strada Monte Pedicino, Il Piano, Monteleone di Puglia , linea ideale Monteleone – Zungoli.
Per avvisare la popolazione fu affisso un manifesto del quale si riporta la versione integrale:
“ Si rende noto che dal giorno 23 luglio al giorno 20 agosto saranno eseguiti tiri a proietto nei dintorni di Ariano di Puglia.
Nei giorni di tiro saranno innalzati bandieroni rossi sul campanile della chiesa principale di Ariano
di Puglia, sulle posizioni delle batterie e nella zona dei bersagli (eseguendosi il tiro di notte verranno collocate al posto delle bandiere, lanterne rosse).
Saranno collocate vedette cavallo per impedire l’accesso agli uomini ed al bestiame nella zona
dove si esegue il tiro, per cui la zona compresa dalle vedette sarà ritenuta pericolosa ed interdetta
durante le esercitazioni.
L’inizio dei tiri, oltre che dalle bandiere rosse poste nelle suddette località verrà annunciato con un
colpo di cannone a salve, sparato dalle posizioni delle batterie, mezz’ora prima che si inizi il tiro.
La fine del tiro sarà segnalata con l’abbassamento delle bandiere rosse e l’inalberamento di quelle
bianche in loro luogo e coi segnali di “cessate il fuoco” e “riunione” suonati da tutti i trombettieri
che si trovano sul campo e dallo sparo di tre cartucce fumogene per segnalazioni.
Si rammenta che chi muove proietti e spolette inesplosi può provocarne lo scoppio e quindi correre
pericolo di morte.
Chiunque trovi tali proietti ne darà avviso al Comando di Reggimento perché possa provvedere a farli esplodere sul posto.
Si rammenta infine che chi si appropria, chi acquista, chi incetta o detiene proietti, filo telefonico o
qualsiasi altro materiale dello Stato, verrà punito ai sensi dell’art. 311 del Codice penale. Tutti coloro
che avessero da far rilevare danni causati dalle esercitazioni, dovranno presentare reclamo scritto
al Comando di Reggimento il giorno in cui è avvenuto il danno, a fine di poterne accertare subito
l’entità. Ritardando di oltre 24 ore la consegna del reclamo, esso non verrà preso in considerazione”.
Il manifesto portava la data del 10 luglio 1928, anno VI ( dell’Era Fascista) ed era firmato dal Colonnello Comandante Carlo Micheli.
Ad Ariano il Reggimento fu sistemato in questo modo:
nella Caserma S.Francesco e nei locali dell’ Associazione Madri e Vedove Caduti il V° Gruppo e la
Sezione Cannoni con i relativi Uffici di batteria –paglia a terra- Cucina di Gruppo; nei locali Ex Associazione Sportiva il 1° Gruppo con relativi Uffici di batteria- paglia a terra- Cucina di Gruppo;
nei locali del Seminario e del Tribunale il II° ed il III° Gruppo con i relativi Uffici di batteria-
paglia a terra- cucina di Gruppo; i quadrupedi di truppa furono sistemati all’adiaccio lungo il Viale dei Tigli, sulla strada del Castello, sistemati in filari.
Il Parco Reggimentale fu sistemato nel Piazzale del Castello.
I cavalli degli Ufficiali nella locale Compagnia C.C.R.R (Carabinieri Reali), nel Macello Comunale
ed in qualche taverna. L’Officina Reggimentale fu sistemata nella Taverna S. Antonio.
Gli Uffici Comando Reggimento e Comandi di Gruppo trovarono collocazione nei locali della
Sottoprefettura (Palazzo Forte). La polveriera fu dislocata in una grotta sulla strada di Montecalvo,
nei pressi del Tiro a Segno.
Gli alloggi per circa 50 Ufficiali furono forniti dal Comune. Si provvide all’allestimento del laboratorio, della polveriera e di tutti i servizi, nonché delle reti telefoniche e della triangolazione del poligono.
Il Capitano Alberto Gentile curò la sistemazione degli accantonamenti e del Comando, il Capitano
Pasquale Grieco curò l’organizzazione e la sistemazione dei servizi in genere, il Capitano Gaetano Sacco organizzò il poligono, il Maresciallo Alberto Sanges fu il Capo Meccanico.
Il Servizio sanitario fu disimpegnato dal Capitano Eugenio Diana, che provvide a impiantare
un’infermeria temporanea ed un locale di isolamento per eventuali ricoveri di ammalati infettivi.
Infine il Servizio Veterinario fu affidato al Capitano Dott. Giuseppe Pasca, che requisì una scuderia privata.
Fantasioso ed efficace il Servizio idrico, che fu predisposto attraverso fontane ed abbeveratoi
nelle immediate vicinanze dei filari, in Viale Tigli, mentre il rifornimento fu effettuato alla sorgente
Casalbero, lungo la strada Ariano Stazione- Ariano Città.
La mensa Ufficiali fu allestita nei locali del Dopolavoro, sotto la direzione del Capitano Pasquale Grieco , coadiuvato dal Maresciallo Eustacchio Matarrese.
La mensa Sottufficiali fu posta in appositi locali della Caserma S. Francesco.
L’Ufficio Tiro era costituito dal Ten. Colonnello Giuseppe Mercurio (Capo Ufficio) , dal Ten. Luigi
Colecchia ( ufficiale addetto), dal Cap. Gaetano Sacco ( Ufficiale ai bersagli e comandato al servizio delle vedette).
Le esercitazioni d’insieme furono effettuate con il 10° ed il 47° Reggimento di Fanteria , dislocati rispettivamente a Montecalvo ed a Buonalbergo.
Per l’occasione fu utilizzata la palificazione dei telefoni dello Stato lungo le strade Ariano- Savignano,
Il Piano- Pedicino, Ariano Ponte Gonnella –S.Eleuterio, Monte Rotondo- Montecalvo.
Inoltre si fece uso di eliografi, bandiere e razzi di segnalazione.
Furono chiesti ed utilizzati aerei da ricognizione per monitorare l’esito dei tiri .
Complessivamente furono effettuati 120 tiri con cannoni da 65/17, 300 tiri con obici da 75/13,
340 tiri con cannoni da 75/27 e 180 tiri con obici da 100/17.
Durante l’esercitazione ai militari furono somministrate le seguenti razioni straordinarie:
Aumento di un quarto della razione di pane;
Supplemento di gr.50 di carne e gr.20 di riso e pasta;
Una razione giornaliera di caffè, oppure un razione di vino ogni due giorni;
L’anice quale correttivo dell’acqua nella misura di un centilitro per ogni individuo
( circolare 137 G:M.1927).
Fin qui le notizie e le curiosità desunte dall’opuscolo del 14° Reggimento Artiglieri da campagna, con sede a Bari , dal titolo “Programma e Direttive della Scuola di Tiro per l’anno 1928 – Allegati n. 6- Bari, 18 Giugno 1928- Tip. Di Canosa- Bari”.
Dalla lettura e dall’analisi del prezioso documento si evince anche la cura e la meticolosa organizzazione del Reggimento, attraverso un serie di disposizioni inerenti le procedure di trasferimento del personale e dei mezzi, la completa documentazione di ciascuna fase operativa e le norme per ogni eventuale imprevisto.
I vari allegati riguardano gli orari di partenza e di arrivo dei treni dalle guarnigioni di Cerignola e di Lecce, sedi del I° e del III° Gruppo , l’ordine e la scansione temporale dei tiri preparatori e tattici, l’impiego del tempo nell’arco dell’intera esercitazione e la ripartizione delle munizioni fra le varie batterie.
Nella suo straordinario “Diario Arianese”, Felice Mazza riporta alcune notizie relative all’esercitazione militare : il 18 luglio registra l’arrivo del Reggimento, il 21 luglio riporta la notizia di un convegno organizzato per salutare gli Ufficiali ed il 26 agosto segnala la riunione di commiato da parte degli stessi Ufficiali nel salone del Municipio. Nella delibera di Giunta del 16 ottobre 1928 , n.219 , dal titolo “Liquidazione alloggio militari durante esercitazione di tiro”, sono nel dettaglio riportate le spese a carico dell’Amministrazione comunale.
In quel periodo Ariano era davvero viva, vitale e culturalmente impegnata: basti pensare che si provvide proprio in quei giorni a spostare il monumento di Parzanese da Piazza Plebiscito per collocarlo nella sua attuale , spero ancora provvisoria, sede. Inoltre si inaugurò un “monumentino” nel Piazzale della Vittoria, antistante la Villa, e si celebrarono , in pompa magna, le feste religiose in onore delle SS.Spine e di S.Ottone.
Amaramente dobbiamo constatare che di questi tempi la zona dell’esercitazione è oggetto di interessi ben più pericolosi e meschini, dannosi per l’economia e per la salute degli Arianesi, con gli assoldati che ritornano per esercitarsi contro l’inerme popolazione, tenuta lontana da manganelli, non da drappi rossi e da colpi di cannone a salve, mentre i fumogeni non passano mai di moda, anche se ora vengono lanciati con alzo zero.
In un tempo molto lontano lo stesso panorama aveva colpito la fantasia ed il cuore di Re Ruggero il Normanno, che su quelle terre volle riunire i suoi sudditi per promulgare le prime leggi di respiro europeo.
Oggi il respiro ansimante , il rantolo di quelle nostre terre, è preludio di morte.
il mio primo “lavoro” in ssoluto sul sito ed una delle mie prime ricerche finalizzate. è piaciuto al mio “io” . Dissociato e soddisfatto.
Commento di emiliorex — Luglio 5, 2008 @ 2:54 pm |