Arnanah – Sulle tracce di Ariano

Giugno 17, 2008

A proposito di Arnanah e di Edrisi

Nel saggio di Lauro Maio Territori beneventani nel libro del re Ruggero di Al-Edrisi (Archivio Storico per le Province napoletane, vol. 95 / 1977) sono riportati degli estratti dal libro di Edrisi (ultimato all’inizio del 1154), in cui il geografo si sofferma su alcuni itinerari, compreso quello che da Ordona conduce a Benevento, passando per Ariano, o meglio per Arnanah.

Le direttrici interessano non solo l’area di Benevento ma, più estesamente, parte della Campania e della Puglia; riportiamo alcuni dei passi di Edrisi (le traduzioni sono desunte dal testo di M. Amari e C. Schiaparelli, L’Italia descritta nel ‘Libro del Re Ruggero’, compilato da Edrisi, Roma, 1883; i numeri di pagina si riferiscono sempre al testo di Lauro Maio). Edrisi suddivide la parte abitata della Terra in sette zone parallele all’equatore (climi); queste zone sono, a loro volta, divise in compartimenti. Il territorio che comprende Benevento e una vasta regione circostante è posto nel secondo compartimento del quinto clima (p. 199).

[Da Benevento Avellino]

“In questo compartimento ci rimane a parlare di alcuni paesi che ne fanno parte, confinanti con le città di sal.rnii (Salerno), fra i quali le città di b.n.b.nt (Benevento) e di ’ab.linah (Avellino).

Dalla città di Salerno a quella di Avellino ventiquattro miglia. Dalla città di benevento a salerno sessanta miglia. Da Avellino a ’g.bitirah (Coemeterium Nolae, oggi Cimitile) venti miglia. Da Cimitile a Salerno trenta miglia. Benevento è città antica, anzi primitiva e popolata. Avellino è città piccola come un castello”. [p. 199]

[Da Benevento-Arienzo a Napoli]

“Da benevento alla città di [munt] Sarh (Montesarchio) diciotto miglia da ponente. Da munt sarh (Montesarchio) ad ’Arg.nt (Argentum, oggi Arienzo), città bella e popolata, in prospere condizioni, trenta miglia”.

Da Arienzo a qabwah (Capua), città sopra un fiume grande (fiume Volturno) che ad essa viene dai monti dalla parte di Benevento, trenta miglia. Da capua ad ‘agarsah (Aversa) otto miglia. Da Aversa a Napoli dodici miglia.” [p. 200]

[Da Ordona a Benevento a Salerno, Da Benevento a Napoli]

“La strada da ‘.trunah (Ordona) a salerno passando per b.n.b.nt (benevento) è la seguente: da Ordona alla città di ’arnanah (Ariano) sedici miglia. Da Ariano ad ’ab.g (Apice) che è pur città, diciotto miglia. Da questa a benevento, città grande, ventisette miglia. Da benevento ad ab.linah (Avellino) settantadue miglia. Poi da Avellino a Salerno settantadue miglia.

Inoltre da benevento a g.nqalah (Cancello) ventisette miglia. Da Cancello a Napoli trentasei miglia. Da benevento ancora a munt. s.rh (Montesarchio) cinquantaquattro miglia. Di là ad .arg.nt (Argentum oggi Arienzo) quarantadue miglia”. [p. 200 – 201]

Le distanze riportate nel testo di Edrisi non sono naturalmente attendibili. Precisa Lauro Maio: “Edrisi usa il miglio romano o arabo (m 1481), affine a quello siciliano (m 1487), cui spesso mescola il miglio franco o lega, che è tre volte più grande dei precedenti” (p. 199).

Mappamondo realizzato da Edrisi per Ruggero II

1 Commento »

  1. Un volto, una storia… Immagini di Al Edrisi….
    AL-IDRISI
    (Abu Abd Allah Muhammad Ibn Muhammad Ibn Abd Allah Ibn Idris al-Qurtubi Hammudi al-Hasani)

    Probabile ritratto di AL-IDRISI

    Nato a CEUTA (Marocco/Spagna) verosimilmente nel 1099, morto in Sicilia nel 1164(o1165, o1166, o1180). Le notizie così vaghe sulle date di nascita e di morte sono dovute al fatto che probabilmente i biografi arabi contemporanei lo considerarono un “traditore” poiché si stabilì a Palermo presso la corte del re normanno RUGGERO II, per svolgere le sue ricerche e i suoi studi.
    Alcuni studiosi attribuiscono Al-Idrisi alla discendenza dalla dinastia degli IDRISITI, anche se non vi sono prove certe (come già detto), probabilmente a causa dell’ostilità dei biografi contemporanei.
    Compì gli studi a CORDOVA e viaggiò moltissimo in Spagna, Africa settentrionale, Asia Minore.
    I suoi primi studi riguardarono “Le piante Medicinali”, come risulta dai suoi primi libri, come: “Kitāb al-Jami-li-Sifāt Ashtāt al-Nabatāt” in cui aggiorna quanto studiato e riportato da precedenti testi greci troppo sintetici.

    Al-IDRISI al lavoro

    Approfondì lo studio sulle piante officinali rendendone possibile l’uso per le pratiche mediche, assegnando anche alle piante, da lui collezionate e studiate, uno specifico nome nelle sei lingue più diffuse all’epoca: Siriaco, Greco, Persiano, Hindi, Latino e Berbero. Questa sua importante raccolta farmacologica sulle piante officinali venne pubblicata nel libro “De Omnibus Herbis” .
    Nel 1138 RUGGERO II, re normanno di Sicilia, lo invitò a Palermo e gli diede l’incarico di compilare un’opera geografica contenente la descrizione dei paesi del mondo allora conosciuti.
    Al-Idrisi si mise al lavoro e in 15 anni portò a termine il suo famoso libro: “Kitāb nuzhat al-mushtāq fī ikhtirāq al-āfāg” (Lo svago per chi brama di percorrere le regioni), noto tra gli arabi come: “Kitāb Rugiār” (Libro di Ruggiero), e che nella lingua latina(ad uso scientifico) è ricordato come: “Liber ad eorum delectationem qui terras peregrare studeant”. Il libro venne terminato nel 1154, ed in esso, oltre alla descrizione di molte località visitate, sono anche riprodotte le carte geografiche del mondo allora conosciuto.
    Al-Idrisi realizzò anche un planisfero (dove erano rappresentati i sette continenti completi di strade, laghi, fiumi, pianure, montagne e le maggiori città) di circa 400 Kg , in pura lastra d’argento, andato poi distrutto perché rubato nel marzo del 1161 durante una rivolta contro il re GUGLIELMO I di Sicilia, e poi fuso.

    Mappamondo di Al-IDRISI

    Del “Libro di Ruggero”, eccezionale testimonianza delle conoscenze geografiche del XII secolo, ed opera veramente mirabile per le preziose notizie raccolte nel corso dei suoi lunghi e numerosi viaggi attraverso il Mediterraneo (e in cui sono riportanti anche i resoconti di altri viaggiatori siciliani dell’epoca) riguardanti i paesi allora poco conosciuti, Al-Idrisi fece una seconda redazione nel 1161, andata poi perduta, col titolo: “Rawd al-uns wa nuzhat an-nafs” (Giardino di diletto e svago dell’anima) per il nuovo re di Sicilia GUGLIELMO II, e quindi ancora una terza (pubblicata nel 1192), per un’importante personaggio mussulmano in cui l’atlante geografico conteneva ben 73 mappe.
    Le MAPPE da lui disegnate, del mondo allora conosciuto, mettendo in evidenza fattori fisici, culturali ed economici, furono diffusamente utilizzate nei secoli successivi, e il suo lavoro sarà citato anche da Cristoforo COLOMBO nei suoi studi e nelle sue ricerche.
    Oltre che nel campo geografico e botanico, Al-Idrisi ha compiuto e approfondito altri studi scrivendo opere sulla fauna, sulla zoologia, ed i suoi lavori furono subito tradotti in Latino, lingua in uso all’epoca per le opere scientifiche.

    Commento di giovanni orsogna — Giugno 18, 2008 @ 6:25 am | Replica


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