Ariano Irpino, Monumento ai caduti.
Una doverosa precisazione. Una doverosa precisazione ci giunge particolarmente gradita.
Il Cav. Luigi De Padua, una fine personalità, di notevole spessore, in merito al Monumento ai Caduti, commissionato dal Sigr. Nicola Oliva e con la partecipazione attiva dell’amico Raffaele Guardabascio.
L’opera in sè ha trovato gradimento nella popolazione e viva soddisfazione dell’Amministrazione Comunale di Ariano Irpino. L’esecuzione dell’opera scultorea, imita quella dell’antico monumento i caduti, commissionato e realizzato nel 1900 dagli italo-americani, quest’ultimo fu collocato all’interno della Villa comunale.
La lapide commemorativa fu dettata dal celebre filosofo Covotti,a ricordo della volontà espresse delle comunità arianesi.
L’unica pietra del vecchio monumento oggi si trova addossata alle mura del castello normanno arianese, le altre andarono miseramente smarrite nel corso del tempo.
In verità pur vendo sollecitato con documenti inoppugnabili, l’evoluzione storica del monumento ai caduti nel corso de tempo, ed indicato il sito più idoneo all’interno della citata villa comunale, oggi si trova ad avere a che fare con monumento definito “privato”, sicuramente opera meritoria- e con un altro monumento se chissà ricorderà i caduti di tutte le guerre, come auspicato dai reduci e figli di figli d’Italia caduti nelle due grandi guerre mondiali.
Mi chiedo che fine farà l’originale epigrafe dettata del Prof. Covotti ?!
(Sottolineo che il sito ” Piano della Croce” individuato e scelto dal Comune e dal referendum popolare per sistemare il monumento con le relative statue del Prof. Bologna, resta inidoneo perchè l’area in oggetto è stata ndividuata dal PUc e relativi strumenti urbanistici, zona di rispetto e di raccolta della popolazione in caso di calamità naturali ,(il sisma dell’Aquila docet).
Lasciamo ai lettori il giudizio, la preziosa lettere del caro amico Cav. De Padua, resta di monito, almeno nel rispetto della memoria storica delle vicende arianesi. G. Orsogna
”Esimio Dr. Emerico MAZZA
Assessore alla Cultura
ARIANO IRPINO
OGGETTO: Errata – Corrige (ovvero: correggi quest’errore).
Con la locuzione in epigrafe, mi riferisco al Monumento ai Caduti di tutte le guerre eretto di faccia al nostro Cimitero. Non mi occuperò della scelta del sito, pur trovandola anacronistica e irriverente verso i cari Defunti, a prescindere dalle bizzarre leggi regionali; meno ancora del monumento “personale”, così definito con malizia da altri, che anzi ne rispetto la nobile iniziativa. Invece sollecito me stesso di occuparmi dell’ERRATA trascrizione dell’epigrafe, a suo tempo dettata dal grande prof. Aurelio Covotti.
Però, prima di entrare nel merito, premetto che, come Lei è a conoscenza, quell’epigrafe, presa in “prestito” definitivo, per non dire altro, si appartenne al vecchio monumento ai Caduti, raffigurante un gigantesco milite in atteggiamento di difesa, che trionfava all’ingresso del Parco Comunale. Piazzale G. Lusi. Fu lì, fino a quando venne rimosso su ordine di uno scellerato e megalomane gerarca che spadroneggiava in quei tempi, un “eroe” pieno di fronzoli vistosi sull’orbace che si inventò una malattia per lasciare le zone di combattimento. Purtroppo il nostro milite bronzeo fu distrutto – si disse- in una stazione ferroviaria a seguito di un violento bombardamento di aerei americani. Inoltre lei ben sa, sig. Assessore, che era stato eretto grazie alle offerte dei nostri connazionali, emigrati negli Stati Uniti d’America.
Ora entro finalmente in argomento per protestare verso chi ha scelto e disposto la trascrizione dell’epigrafe apposta sul piedistallo del bronzo in questione. Ma è doveroso concedergli un’attenuante se ha attinto l’errore da un libro storico o poco storico, senza accorgersi dell’abbaglio.
Infatti… laddove è trascritto….
“vollero fraternamente richiama (RE) “
andava invece riportato…
“vollero fraternamente richiama (TE) “
Esattamente come l’epigrafe fu dettata dal grande Covotti, famoso filologo e grecista, noto oltre i confini europei, ma ignorato dagli ingrati Suoi concittadini. Oggi addirittura offeso.
Chiudo sig. Assessore, grazie di avermi letto, soprattutto grazie se vorrà disporre la dovuta correzione, essendo stata ufficializzata l’opera dalla civica autorità di Ariano, di cui Lei è autorevole rappresentante.
Ossequio.
Ariano Irpino, 19 Aprile 2009
Luigi de Padua
(Giornalista Pubblicista)