Arnanah – Sulle tracce di Ariano

Agosto 22, 2008

Antologia di scrittori arianesi

ANTOLOGIA ARIANESE

I poeti dimenticati: LUIGI SELVAGGI

CENNI BIBLIOGRAFICI

Un dimenticato poeta arianese dal verso facile, fluido e ricco di vive immagini poetiche, d’ispirazione cristiana e classia è stato Luigi Selvaggi, nato ad Ariano Irpino nel 1922, la sua famiglia non arianese, presente nella città del Tricolle per motivi di lavoro professionale. Il poeta ha vissuto a Napoli, si definiva scrittore e risiedeva in Via Bernini 18 – Vomero Napoli.

Debbo alla cortesia del Compianto Avv. Pasquale Ciccone, che mi regalò due opuscoli: il primo “Lyrici sospiri di Faone a Saffo, Isola di Lesbo. (Napoli ?), 36 pp. , con giudizi di Pio Ciuti e dell’on.le Avv. Ireneo Vinciguerra che si riporta in seguito: Il secondo: , il secondo Giudizi critici illustri sull’arte di Luigi Selvaggi e cenni bibliografici a cura di Attilio Gentile, Napoli, 1947, Industrie grafiche Bonario, 14 pp.

Opere di Selvaggi:

  1. Il fascino del dolore, 1941.
  2. Il verso della vita, 1942;
  3. Voci del cuore, 1943;troppo tardi (dramma in tre atti) , 1944;
  4. Prose e poesie, Santagata di Puglia, 1944, tip. del Sacro Cuore;
  5. Lyrici sospiri di Faone a Saffo;
  6. luce del golgota (romanzo );
  7. Cuore e pensiero 1946.

Auguro ai poeti e cultori arianesi di poter valorizzare l’opera poetica di questo scrittore e poeta sconosciuto, che ha avuto i natali nella città del Tricolle.

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Agosto 8, 2008

Viva Maria

In un pieghevole di venti centimetri, diviso in quattro
parti, viene divulgato un singolare quanto famoso episodio
riguardante il Dogma dell’Immacolata Concezione,
con la benedizionedi Mons. Pedicini, Vescovo di Ariano
(Archivio Emilio Chianca)

Luglio 24, 2008

Le manovre militari del 1928: la mappa

All’articolo sulle manovre militari del 1928, si aggiunge la mappa (Archivio Emilio Chianca) delle attività previste, che ritrae un’ampia fascia di territorio, comprendente Ariano ed alcuni centri limitrofi. Le manovre militari interessarono l’intera area settentrionale e nord-orientale del territorio arianese, con alcuni sconfinamenti: da Ginestra e Castelfranco fino ai limiti estremi di Difesa Grande.  (Cliccare sulla foto per ingrandirla)

Ariano Irpino, S. Maria della Ferma, il quadro dimenticato


Lungo le direttrici delle vie dei pellegrini verso la Terrasanta, Ariano era un luogo di transito, soprattutto di coloro che da Napoli, Benevento e la Campania si inoltravano verso le Puglie. Nel medioevo, specie all’epoca di S. Ottone, i pellegrini venivano rifocillati nell’ospedale di S. Giacomo di Ariano, salivano lungo la strada regia, costeggiavano le mura della città, dopo aver fatto sosta presso le Fontane lungo il percorso regio, trovavano ristoro anche presso la celebre chiesa di S. Maria della Ferma, sec. XII-XVI, oggi scomparsa.

La Chiesa era nel tenimento della famiglia Carafa, nelle immediate vicinanze del casino Forte, oggi ne resta solo alcuni avanzi. Fu visitata dal Card. Diomede Carafa nelle celebri visite pastorali.

Nel 1929 fu pubblicato dal giornale Rapporto, di Ariano di Puglia del 31 dicembre , una foto con una preghiera che qui si riporta. Da informazioni assunte in loco, del quadro resta la traccia nella parrocchia di S. Maria dei Martiri.

Il quadro della Madonna della Ferma, di fattura popolare raffigura la Vergine col Bambino tra gli angeli, sono effigiati in contemplazione i santi protettori di Ariano S. Ottone Frangipane e S. Elziario De Sabran ed era venrata nella chiesa del Cimitero di Ariano Irpino.

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Luglio 1, 2008

Miscellanea di notizie inedite su Parzanese

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Ad integrazione delle notizie riportate nel Diario Arianese
di Felice Mazza nei giorni 8 ottobre e 11 novembre 1875,
trascrivo l’invito per l’inaugurazione della lapide sulla casa
natìa di Parzanese.

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Ariano, In ricordo di Gabriele Grasso

Archiviato in: DOCUMENTI E FONTI — arnanah @ 6:54 am
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SPIGOLATURE GIORNALISTICHE

FUNERALIA

Gli echi lontani di un trafiletto del giornale arianese LA LOTTA, del 28 febbraio  di cento anni fa , ci sorpendono e ci commuovono, si tratta dell’annuncio dell’accoglienza delle salme del Prof. Gabriele Grasso e della sua gentile consorte Flora Errico, tragicamente estinte a causa del sisma di Messina del 1908.

Il testo breve ma denso di sofferenza  anche oggi a cento anni può suscitare il cordoglio e la gratitudine per una giovane coppia arianese, e soprattutto il ricordo indimenticabile del Prof. Gabriele Grasso, degno figlio di Ariano.

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Giugno 30, 2008

Ariano, Monumento ai caduti

Archiviato in: AMBIENTE E TERRITORIO, DOCUMENTI E FONTI — arnanah @ 12:14 pm
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Una rara immagine del progetto del monumenti ai caduti, ci consente di contribuire alla risoluzione dell’annosa questione di trovare un sito ad Ariano per collocare il tanto auspicato monumento ai caduti delle due grandi guerre mondiali.

 (cur. Giovanni Orsogna)

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In memoria di Emilio Adinolfi

\DOCUMENTI
La figura dell’insigne fisico arianese nel necrologio di Carrelli
A. Carrelli, In memoria di Emilio Adinolfi, in Il Nuovo Cimento, Bologna,
Anno VIII-1931, pp. 361-362.
(dall’archivio di Emilio Chianca)

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In alto

Archiviato in: DOCUMENTI E FONTI — arnanah @ 7:55 am
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Una lirica inedita di Nicola Susanna

Nel giorno dell’onomastico di Pietro Paolo Parzanese, dalle “mie trascurate carte” riesumo una bellissima lirica inedita di Nicola Susanna. A questo lungimirante editore dobbiamo anche il merito di aver pubblicato a Napoli la seconda edizione delle Poesie Inedite del nostro poeta nel 1899 , che contiene , fra le altre, la splendida e struggente “L’Irpinia”, che riesce oggi più che mai ad essere monito e severa condanna per i nostri indegni riferimenti politici. (Emilio Chianca)

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Giugno 25, 2008

Una dannosa leggenda metropolitana

Troppo spesso si sente riportare, durante convegni di pianificazione interregionale ed incontri di programmazione economica, da politici, amministratori, tecnici e studiosi di storia locale, che Ariano, ancora carente di tante strutture e servizi indispensabili per il vivere quotidiano, in compenso possiederebbe il secondo territorio più esteso d’Italia, dopo Milano.
Sinceramente non riesco ad immaginare quando questa leggenda sia nata o come abbia trovato radicamento nell’animo e nella mente di tanti arianesi.

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