Arnanah – Sulle tracce di Ariano

Luglio 24, 2008

Una foto del 1903 delle maestranze impegnate nei lavori al Burrone della Madonna dell’Arco

La foto del 1903 (Archivio Raffaele Guardabascio, pubblicata già nel volume fotografico Ariano I sogni i silenzi) ritrae un folto gruppo di maestranze impegnate nei lunghi e pericolosi lavori al burrone della Madonna dell’Arco. Gli interventi presentarono non pochi rischi per gli operai, tanto che molti rinunciarono al lavoro, alcuni alla sola vista del precipizio. (Cliccare sulla foto per ingrandirla)

Le manovre militari del 1928: la mappa

All’articolo sulle manovre militari del 1928, si aggiunge la mappa (Archivio Emilio Chianca) delle attività previste, che ritrae un’ampia fascia di territorio, comprendente Ariano ed alcuni centri limitrofi. Le manovre militari interessarono l’intera area settentrionale e nord-orientale del territorio arianese, con alcuni sconfinamenti: da Ginestra e Castelfranco fino ai limiti estremi di Difesa Grande.  (Cliccare sulla foto per ingrandirla)

Luglio 21, 2008

Conservare la contemporaneità: le antiche tempere dei Cappuccini

Verso la fine del 500, fuori l’antico perimetro urbano, alle pendici del quartiere Tranesi, prendeva forma il complesso conventuale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Superstite, immerso nel verde e cinto da mura, luogo di predicazione fino alla soppressione del 1812, oggi sembra essere legato dallo stesso destino di tante altre architetture conventuali una volta presenti in Ariano; a quella distruzione dell’interesse storico che ancora stenta a scomparire in certe aree del meridione italiano.

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Luglio 1, 2008

La Galleria della Mogna

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Una galleria di cinque secoli fa che attraversa
da parte a parte la Macchia di Forte.
Ciò che resta, ciò che manca, ciò che è rovinato.
Le immagini.

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Giugno 30, 2008

Ariano, Monumento ai caduti

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manifesto a stampa del monumentoi ai caduti

Giugno 29, 2008

Frane e burroni: il caso della Madonna dell’Arco

I burroni della città tra fine Ottocento ed inizio Novecento. La Relazione (1911) dell’ingegnere capo del Genio Civile, Francesco Giancola, sui lavori al Burrone della Madonna dell’Arco. Considerazioni di Flammia sulla città del tempo. Ieri, oggi e domani. Le foto dei lavori al fosso della Madonna dell’Arco (1902–1909).


Nel 1911, lo Stabilimento tipo-litografico del Genio Civile (Roma) pubblicò la memoria dell’ingegnere capo del Genio Civile, Francesco Giancola, sui lavori eseguiti negli anni precedenti per sistemare il burrone della Madonna dell’Arco. Lo scritto è importante per molteplici motivi: descrive la situazione generale del Tricolle e i problemi costituiti dai burroni che da esso si diramano a valle, richiama lavori eseguiti in precedenza presso altri burroni della città, riassume quelli eseguiti alla Madonna dell’Arco, accompagna il testo con alcune foto di sicuro interesse. (continua…)

Giugno 28, 2008

Alla stazione di Ariano

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Una vecchia foto che merita di essere vista… (continua…)

Giugno 21, 2008

Il territorio nord-est di Ariano: le torrette

Il territorio nord-est di Ariano, delimitato a sud e ad ovest dalla Valle del Cervaro, è sede di alcune fortificazioni d’origine medievale (torri di avvistamento e di difesa del territorio). Le costruzioni, utilizzate in seguito come masserie, si presentano oggi in uno stato precario, soprattutto la Torretta di Camporeale, che in età moderna fu masseria rientrante nel patrimonio dei Gesuiti, e Torre Li Pizzi, la più meridionale. La Torre delle Ciavole si presenta in condizioni migliori ed è tuttora utilizzata, nell’ambito di una masseria.

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Maggio 20, 2008

Omaggio a Edrisi… Arnanah’s

Abū ‘Abd Allāh Muhammad ibn Muhammad ibn ‘Abd Allah ibn Idrīs al-Siqillī (il Siciliano), detto anche Idrīsī, Edrisi, El Edrisi, Ibn Idris, Hedrisi o al-Idrīsī o, in latino, Dreses (in arabo أبو عبد الله محمد بن محمد ابن عبد الله بن إدريس الصقلي; Ceuta, 1099 circa – Sicilia, 1164), è stato un geografo e viaggiatore arabo. Dopo aver viaggiato per tutti i paesi del mar Mediterraneo, giunse in Sicilia e si stabilí a Palermo presso la corte normanna di re Ruggero II, intorno al 1145.

Il “Libro di Ruggero”

Il mappamondo di Idrisi nella riproduzione per il re Ruggero di Sicilia

Nel 1154 realizzò un planisfero, inciso su una lastra d’argento, purtroppo distrutto perché predato in occasione d’una sommossa contro il sovrano normanno Guglielmo I di Sicilia nel marzo 1161 e fuso. A questo s’accompagnava un famoso libro di geografia, Il sollazzo per chi si diletta di girare il mondo (Kitāb nuzhat al-mushtāq fī ikhtirāq al-āfāq), ossia il libro di Ruggero (Kitāb Rugiār o Kitāb Rugiārī), finito verso il 1154 ed edito in 9 tomi in Italia, all’Istituto Universitario Orientale di Napoli (oggi Università degli studi di Napoli “L’Orientale”) fra il 1970 e il 1984.

L’opera, che è un’eccezionale testimonianza della cultura geografica del XII secolo, mostra come le conoscenze geografiche d’Idrīsī travalicassero di gran lunga quelle dell’epoca e contiene tutte le informazioni raccolte nel corso dei suoi viaggi attraverso il Mediterraneo, nonché i resoconti dei viaggiatori siciliani.

Morì in Sicilia nel 1165 circa.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Al-Idrisi

* Giovanni Oman, s.v. «Al-Idrisi», in Encyclopaedia of Islam, new ed., vol. 3, pp. 1032–35 (1971, ristampato nel 1986).

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